Andrea Stefani: «In Veneto abbiamo circa 480 squadre dall’Eccellenza alla Seconda Categoria. Almeno il 10% non riuscirà ad iscriversi al prossimo campionato»

Andrea Stefani: direttore sportivo dell’Azzurra Due Carrare

Con il pezzo di oggi diamo la parola al direttore sportivo Andrea Stefani, che ci regala una serie di importanti spunti di riflessione in merito all’emergenza sanitaria legata al «Coronavirus» e all’incertezza che regna sovrana anche nello sport dilettantistico.
«Stiamo cercando di fare tutti il possibile per rimanere in contatto – sottolinea il ds biancazzurro – Ho sentito tutti i giocatori tramite messaggi o chiamate e anche con lo staff tecnico cerchiamo di sentirci con regolarità, ricorrendo a telefonate di gruppo per confrontarci e accertarci delle condizioni di salute di ognuno. Stiamo tutti bene, e questo è già un dato molto confortante. Cosa ne sarà del campionato? La soluzione più logica è quella di fermare tutto e chiudere la stagione in anticipo, sia per tutelare la salute e la sicurezza dei tesserati che per pianificare il futuro con lucidità e chiarezza».
Il direttore sportivo dell’Azzurra Due Carrare entra nel dettaglio della sua riflessione.
«In Veneto abbiamo circa 480 squadre dall’Eccellenza alla Seconda Categoria: almeno il 10% non riuscirà ad iscriversi al prossimo campionato, perché il danno economico generato da questa pandemia è enorme. Basti pensare alle piccole aziende o ai piccoli artigiani che aiutano le società con le loro sponsorizzazioni: molti di loro non riusciranno più a farlo e credo che la Figc dovrà intervenire parecchio sul piano normativo, per andare incontro ai club e trovare soluzioni concrete alle difficoltà dei prossimi mesi. Bisognerà pure capire se in futuro ci sarà l’obbligo di avere a disposizione un medico per ogni squadra: occorre sapere se e come intervenire per sanificare gli impianti e rimetterli a norma per la ripresa dell’attività. Scenari? Ipotesi ce ne sono tante e spetta ai vertici federali trovare le soluzioni più idonee. Personalmente credo sia opportuno chiudere qui l’annata, magari salvaguardando come unici verdetti la promozione della prima in classifica e l’eventuale retrocessione dell’ultima. Oltre a stilare le giuste graduatorie di merito per i ripescaggi, visto che tante società potrebbero realmente alzare bandiera bianca e non iscriversi».