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Dodici mesi profondi e ricchi di significato: il film del 2025 nelle parole del direttore generale Andrea Stefani

Il 2025 dell’Azzurra Due Carrare sta ormai volgendo al termine: l’occasione è propizia per tracciare un bilancio di questi dodici mesi direttamente con le parole del direttore generale Andrea Stefani.
«Stiamo per salutare un anno che ci ha messo alla prova come pochi altri nella storia di questa società. Un anno che ci ha fatto male, che ci ha tolto certezze, che ci ha costretto a guardarci dentro. La retrocessione della prima squadra, arrivata ai tempi supplementari del playout di ritorno dopo aver vinto la gara di andata, è una ferita profonda: dieci anni di permanenza in Promozione si sono interrotti in un attimo, lasciandoci un vuoto e un silenzio difficili da spiegare. Siamo ripartiti dalla Prima Categoria con tanti cambiamenti, forse dimenticando quanto fosse alto il livello che ci attendeva. Abbiamo faticato molto a reagire: abbiamo affidato ad Enrico Baldon l’incarico di direttore sportivo e il mio nuovo ruolo di direttore generale ha segnato l’inizio di un percorso nuovo, costruito insieme ai responsabili del settore giovanile e dell’attività di base. Un percorso fatto di responsabilità ma anche di coraggio».
Cosa si può dire del 2025 del settore giovanile agonistico?
«La juniores élite aveva concluso la scorsa stagione con un girone di ritorno molto difficile. Con l’arrivo in estate di Alessandro Petracin l’aria è cambiata: ha creato un gruppo vero, unito, capace di credere nuovamente in sé stesso. Le vittorie contro Arcella e Bocar Juniors non sono state solo risultati: sono state dei segnali. Segnali che hanno portato Alessandro a meritarsi la guida della prima squadra, che in quel momento aveva bisogno di una scossa, di un’identità, di qualcuno che sapesse parlare al cuore dei ragazzi. La juniores élite è così passata a Stefano Garbin, che ha risposto subito con una vittoria pesantissima sul campo del Camisano capolista. Un messaggio chiaro: l’Azzurra c’è, anche quando nessuno se lo aspetta. Gli Allievi hanno chiuso bene la scorsa stagione mentre l’avvio del nuovo campionato è stato più complicato del previsto: i Giovanissimi stanno crescendo, giorno dopo giorno, e questo è il segnale più importante per chi crede nel lavoro e nella formazione. L’attività di base, con la Scuola Calcio confermata al secondo livello, resta il nostro orgoglio più puro: qui si insegna tecnica, educazione, rispetto e soprattutto il piacere di giocare».
Il direttore generale biancazzurro conclude la sua disamina con le ultime accorate riflessioni.
«C’è un capitolo che voglio sottolineare con forza: il mercato di dicembre. In un momento delicato abbiamo ricevuto risposte che parlano di appartenenza e di amore per questi colori. La disponibilità di Chianello e i ritorni di Bellamio e Anderson Piva sono stati segnali importanti. Ma il gesto che ha toccato maggiormente il cuore di tutti noi è stato quello di Francesco Paccagnella: possiamo definirlo un “profeta in patria”, perché ha scelto di tornare dove tutto era iniziato. Ha accettato di scendere due categorie per indossare di nuovo questa maglia. Non ha portato solo qualità tecnica: ha portato emozione, carattere, identità. Ha portato un messaggio chiaro ai compagni e alla società: si può cadere, ma insieme ci si può rialzare. Il 2025 ci ha fatto soffrire ma ci ha anche ricordato chi siamo: una società che non molla, che si rialza, che costruisce. Una società che crede nei giovani, nei valori, nelle persone. Una società che vuole tornare dove merita, passo dopo passo, con umiltà e determinazione. L’Azzurra Due Carrare non è solo una squadra: è una comunità. E il nostro futuro lo costruiremo insieme».

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