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Passione, resistenza, senso di appartenenza: il bilancio stagionale con le parole del direttore generale Andrea Stefani

In casa Azzurra Due Carrare è tempo di bilanci: la parola va al direttore generale Andrea Stefani, che traccia così la sua personale disamina su una stagione lunga ed intensa, che ha visto la società centrare due salvezze al fotofinish con prima squadra e juniores élite, rimaste entrambe in categoria ai tempi supplementari del playout di ritorno.
«L’annata che si sta per chiudere è stata una delle più difficili degli ultimi anni. Venivamo dalla retrocessione ai playout contro il Loreo e ripartire non era semplice. Abbiamo cambiato molto, sia dal punto di vista tecnico che organizzativo, e i risultati non sono stati quelli programmati. Nel percorso abbiamo finito per complicare anche l’ottimo cammino della juniores. A dicembre abbiamo sistemato ciò che era possibile, ma il girone di ritorno non ci ha restituito quanto speravamo: in prima squadra abbiamo perso per strada tanti ragazzi mentre con la juniores i punti non sono bastati per evitare i playout. Eppure, proprio quando ansie e paure sembravano prendere il sopravvento, è venuta fuori la parte migliore di noi: determinazione, attenzione, appartenenza. La prima squadra ha compiuto un’impresa ai playout con il Brusegana Santo Stefano e la juniores élite ha superato un avversario quotato come il Pozzonovo. Due salvezze che valgono più di una semplice permanenza in categoria: sono la prova che questo gruppo, quando conta, risponde presente».
L’elenco dei ringraziamenti è lungo e profondo.
«Un grazie speciale va a mio fratello Marco, che ha avuto il coraggio di prendere in mano una situazione complicatissima guidando staff e ragazzi verso un risultato che resterà inciso nei cuori di tutti. Grazie a mister Petracin e al suo staff: mai un segnale negativo, mai un passo indietro. Ogni volta che nasceva un problema, Alessandro era sempre il primo a spegnerlo e a proteggere il gruppo. E un grazie sincero va al nostro presidente, primo tifoso di questi colori, un uomo che non molla mai. A lui non abbiamo fatto un regalo: ci siamo semplicemente allineati al suo modo di vivere l’Azzurra, con passione, resistenza e cuore».
Con che spirito si guarda al futuro?
«Per il quinto anno consecutivo saremo ai nastri di partenza della juniores élite. E la salvezza della prima squadra deve essere un punto di ripartenza, non di arrivo. Servono programmazione, lucidità e responsabilità condivisa. Serve continuare a credere in ciò che siamo: una società che non molla mai. Abbiamo sofferto, abbiamo sbagliato, abbiamo avuto paura. Ma alla fine abbiamo vinto. E lo abbiamo fatto insieme».

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